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La donna e l’animazione – 5 personaggi femminili diventati straordinariamente iconici

Si sa, da decenni ormai, la cultura occidentale è influenzata in modo esponenziale da giganti dell’intrattenimento come cinema, musica, spettacolo.
Inevitabilmente, ci sono personaggi il cui carisma e personalità colpiscono a tal punto da diventare veri e propri stereotipi “viventi”, allegorie di una società in continuo mutamento, “super stars di carta” create per essere quasi delle caricature.
L’animazione, dal canto suo, crea icone senza tempo dai suoi esordi.
Di seguito, parleremo nello specifico dei personaggi femminili diventati tanto iconici e rappresentativi dal divenire parte integrante del nostro bagaglio culturale, parleremo delle donne che, nel bene e nel male, sono entrate nei nostri cuori.

Jessica Rabbit

Eddie Valiant entra nel club, si siede, lo spettacolo comincia.
Si esibisce quella che oggi conosciamo tutti con il nome di “Jessica Rabbit”, il personaggio, senza ombra di dubbio, più sensuale della storia dei “cartoni animati”.

Jessica_and_Roger

Tutti, ma proprio tutti, ci uniamo al pensiero di Eddie, ci facciamo un’idea precisa di Jessica, suggerita esclusivamente dal suo aspetto da femme fatale (che, per definizione, è la donna dominatrice, lussuriosa, incantatrice), dal suo corpo sinuoso e prorompente, dal suo sguardo ammaliatore e, soprattutto, dal suo atteggiamento così intrigante e sensuale da far girare la testa a tutti, umani o cartoni che siano. Ebbene si, non possiamo far altro che etichettare subito Jessica come un’insaziabile mangia uomini.
Ci troviamo perciò tutti stupiti quando, durante il film “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”, scopriamo che la signora Rabbit è perdutamente innamorata di suo marito Roger, che farebbe qualsiasi cosa per meritarsi il suo amore, che è una moglie devota e assolutamente fedele.
E quando le viene chiesto cosa trovi di attraente in Roger Rabbit, lei risponde semplicemente “mi fa ridere”.
Forse il personaggio di Jessica diventa uno dei primi approcci agli inutili stereotipi che la nostra società ci impone da tempo. Per quale motivo una donna sensuale e bellissima deve per forza essere un’ingorda vamp? Perchè non riusciamo a vederla nei panni della moglie leale e appagata dal marito, seppure ai nostri occhi quest’ultimo risulti buffo ed impacciato?
Gli abili sceneggiatori, volendo smuovere i nostri animi colpevoli ed affogati nei preconcetti, confezionarono per Jessica una frase che diventò ovviamente un cult, una risposta elegante all’ignoranza dei suoi tantissimi interlocutori: “Non sono cattiva, è che mi disegnano così”, come se essere fascinose ed appariscenti fosse una terribile colpa.
Come se, per evitare i continui giudizi, Jessica fosse disposta a rinunciare alla propria identità.
Cerchiamo di imparare dall’amore e dalla devozione dei signori Rabbit, potente baluardo della guerra allo stereotipo.

Crudelia De Mon

Ammettiamolo, nonostante non sia dotata ne di poteri sovrannaturali ne di aspetto mostruoso, Crudelia De Mon è davvero un personaggio degno del gioco di parole che forma il suo nome.
Permetteteci di sostenere che incarna qualcosa che non si vorrebbe mai essere, una donna (o quello che ne rimane) incredibilmente ossessionata dalla moda, in particolare, ovviamente, dalle pellicce, tanto da dimenticarsi di quello che è la bontà,  le buone maniere, il rispetto e la pietà.

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Crudelia ha tutti i sintomi di una persona che soffre di dipendenza:
Irritabiltà, aggressività, intolleranza, perdita di interesse per i bisogni vitali quali cibo e acqua, perdita del senso civile e morale. Quando si ha una dipendenza, qualsiasi essa sia, si farebbe qualsiasi cosa per soddisfarne il richiamo e Crudelia, oltre alla dipendenza da sigarette (come dimenticare il nauseabondo fumo verde che aleggiava nelle stanze al suo passaggio?) non riesce a fare a meno delle pellicce. Le vuole, le pretende, sempre di nuove, sempre più pregiate, sempre più eccentriche ed esclusive.
E deve proprio volerla tanto, questa nuova pelliccia, perchè il pensiero di sacrificare un numero incredibile di cuccioli di Dalmata, bhe, non la tange minimamente.
Sin da bambini abbiamo avuto a che fare con Villains Disney peggiori, come mostri terribili o streghe spietate, ma Crudelia ha sempre avuto un posto speciale nelle nostre paure, un posto diverso. Perchè? Perchè Crudelia De Mon è reale, è possibile, Crudelia De Mon esiste.

Quando ce ne rendiamo conto capiamo che nel nostro mondo, nella nostra società, c’è qualcosa di perverso, malato, completamente sbagliato, che plasma le persone rendendole schiave di qualcosa che ancora non capiamo. Crudelia incarna quella che ora chiameremmo “fashion victim”, totalmente devota a qualcosa che le ha fatto dimenticare, nel tempo, dei veri valori della vita, rendendola l’ombra di se stessa, un’iraconda, pensante nube tossica.

Mary Poppins

“Mary Poppins. Praticamente perfetta sotto ogni aspetto.”
E’ così che ci viene presentata la tata più famosa della storia, una giovane donna letteralmente piovuta dal cielo a metà tra una Fata Madrina ed una rispettabile governante inglese.

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Mary Poppins non è dotata solo di particolari poteri magici, ma anche di una grande personalità e di uno spiccato senso pratico. Sa esattamente cosa vuole e per ottenerlo utilizza poche, semplici mosse. Sembrerebbe una di quelle che non ha mai sbagliato un colpo, fattore che aumenta la probabilità che si tratti di una presenza sovrannaturale. Tutti ci siamo chiesti quale tipo di legame ci sia tra lei e l’affascinante Bert, sperando in una storia d’amore dai tratti complicati ma eterni. Che dietro la figura amichevole di Bert si nasconda un altro personaggio sovrannaturale? Non ci è dato saperlo.

Mary Poppins ci insegna sin dalla giovane età che non tutte le cose sono destinate a durare per sempre, alcune sono temporanee, passeggere, con un preciso scopo, con un insegnamento da trasmettere. Proprio com’è arrivata, Mary Poppins se ne va, misteriosamente, ma la ritrovata felicità della Famiglia Banks sembra celare la sua partenza, i personaggi non si accorgono che la tata che ha cambiato loro la vita se ne sta andando, verso nuovi incarichi che richiedono la sua magia.
Seppur misteriosa e stravagante, Mary Poppins è diventata uno dei personaggi cinematografici più iconici della storia, il suo nome ci fa pensare subito a giostre animate, a borsoni esageratamente capienti, a spazzacamini volanti, ad ombrelli parlanti.
Mary Poppins ci fa pensare a quanta magia servirebbe al mondo per riscoprire le cose davvero importanti, ci fa pensare che forse a tutti, in un modo o nell’altro servirebbe un po’ di zucchero.

Trilli

Non sappiamo mai se odiarla o amarla, la piccola Trilli.
La piccola fatina vestita di verde e dalle lunghe ed affusolate alucce è, senza dubbio, diventata letteralmente un’icona, è infatti uno dei simboli del marchio “Walt Disney” ed appare su loghi ed oggetti di merchandising che portano il marchio “Disney”.

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Parlo, ovviamente, della Trilli de “Le Avventure di Peter Pan”, non della più docile ed accondiscendente versione della serie di film d’animazione dedicati a lei.
Parliamo della “Campanellino” amica di Peter Pan, quella fatina dal carattere estremamente suscettibile, mutevole, che la fa passare da momenti di totale gentilezza e dedizione ai suoi amici, ad attimi di collera e rancore che giudichiamo quasi troppo eccedenti per una fatina così piccola.
Il motivo per cui entriamo così in empatia con Trilli è senza dubbio il fatto che possiede tutte quelle caratteristiche che con il tempo ci hanno convinto a considerare difetti.
Famosa è la scena nella quale la fatina analizza la sua immagine riflessa in uno specchio e, nel vedersi dotata di fianchi femminili e pronunciati, risulta insoddisfatta e disillusa, come se desiderasse un tipo di fisicità più longilineo.
Quante volte abbiamo  agito come Trilli? Quante volte abbiamo desiderato di essere diverse?
Un’ altra caratteristica celebre di Campanellino è la incontenibile gelosia che prova nei confronti di Peter, il suo Peter, gelosia che la porta addirittura a tentare alla vita di Wendy, una delle tante figure femminili che tenta di portarglielo via. Tutte abbiamo sentito la gelosia prenderci il cuore almeno una volta nella vita, è un sentimento inarrestabile, straziante, che ti porta ad una temporanea follia.
Ebbene, con la sua personalità così sensibile e volubile, nonostante sia una fata, Trilli è uno dei personaggi più umani della storia dell’animazione.

Cenerentola

Senza dubbio, nello scegliere i soggetti da rappresentare ne suoi film d’animazione, Walt Disney aveva una predilezione particolare per le favole.
Nello specifico, per le favole aventi protagoniste delle bellissime Principesse da salvare, con un passato tragico, che in un modo o nell’altro ottengono il loro riscatto.
Tra tutte le Principesse Disney, e sicuramente anche tra tutte le Principesse raccontate nell’animazione, la più iconica e rappresentativa è senza dubbio Cenerentola.

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Un po’ per il suo aspetto atto a racchiudere tutte quelle caratteristiche che creano lo stereotipo della Principessa delle favole occidentali (morbidi capelli biondi, occhi languidi ed azzurri, bellezza indiscussa, gentilezza  e bontà senza pari), un po’ per l’intervento dell’aiutante magico, in questo caso la Fata Smemorina, che la veste con il più sontuoso e splendido abito mai realizzato, un abito che deve per forza provenire dalla volontà di qualche creatura magica, un po’ per la sua capacità di entrare in empatia con tutte le creature, dal cane Tobia ai suoi inimitabili amici topolini.
Tutto questo e molto altro hanno portato il marchio Disney ad “incoronare” ufficialmente Cenerentola capo del franchise de “La Principesse Disney”, ponendola in posizione centrale nelle raffigurazioni ufficiali.
Chi non ha sognato di poter incontrare una Fata Madrina pronta ad aiutarci nella strada verso la realizzazione dei nostri sogni? Chi non ha mai sperato di trovare il vero amore durante un sontuoso ballo regale?
La Cenerentola Disney rappresenta grandemente il concetto di Principessa delle favole della cultura moderna, scavalcando senza dubbio ogni sua “collega”.
Del resto, iconica a dir poco la sua frase senza tempo: ” I sogni son desideri”.

 

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